Una firma e tre conseguenze; così nasce un nuovo movimento terroristico

di Samir Zakaria | Una firma che vale per tre, quella fatta dal presidente americano Donald Trump il 6 dicembre scorso approvando, dopo anni di indecisione delle amministrazioni precedenti, lo spostamento dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, dichiarando di fatto quest’ultima capitale unica e indivisibile di Israele.

Trump con quella firma non ha solo siglato un accordo politico e diplomatico, ma ha anche messo due firme in più, per modo di dire, che avranno conseguenze inevitabili sulle vite di milioni di persone. La seconda, infatti, sigla la possibile nascita di un futuro movimento terroristico, forse non solo integralista o di ispirazione strettamente religiosa, ma anche politico, che probabilmente vedrà la luce fra qualche anno, per contrastare con l’uso della forza la presa di posizione americana e non solo, visto che molti altri paesi si uniranno nel tempo a questa promessa solenne fatta allo stato ebraico.

Questa nuova formazione politica del terrore potrebbe non vedere la luce prima della fine del mandato di Trump, e raggruppare non solo l’ala estremista dei simpatizzanti per la causa palestinese provenienti da tutto il mondo, ma anche migliaia di ex combattenti dell’ISIS e di Al Qaeda ancora presenti in Siria, in Iraq, in Libia e nello Yemen, per non parlare delle cellule dormienti sia in Turchia che in molti paesi europei.

Samir Zakaria | una firma con tre conseguenze drammatiche

Donald Trump e, alle spalle, il vice presidente Mike Pence alla firma dell’accordo

per lo spostamento dell’ambasciata americana a Gerusalemme.


Un fatto del genere non è nuovo nello scenario americano, visto che l’ex presidente Barak Obama si era visto coinvolto in un conflitto con un sedicente stato islamico nato molto tempo prima, ovvero dagli errori di sottovalutazione di Bush Junior e Senior. D’altronde, per poter metter su un’organizzazione terroristica internazionale, capillare, ben finanziata e molto radicata nel territorio, ci vogliono anni di strategia e pianificazione.

Visto che, di fatto, il cosiddetto marchio ISIS non attira più come prima, non solo perchè legato ad atrocità che vanno oltre l’immaginario umano, e sopratutto per la causa originaria di questo movimento, ovvero la creazione di un califfato inimmaginabile anche dagli stessi seguaci del pensiero di Al Baghdadi. Il nuovo movimento terroristico, invece, potrebbe offrire una causa più comprensibile e giustificabile agli occhi dei futuri fighters.

La terza firma, infine, è la costola della seconda. Trump ha siglato la condanna a morte per un numero indefinito di persone che saranno le prossime vittime di un terrorismo cieco, che probabilmente si farà sentire sia prima della nascita del movimento sopra descritto, che dopo.

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Categorie:Occidente e mondo arabo, Politica internazionale, Questione palestinese, Sicurezza

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