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Perchè è stato ucciso Giulio Regeni? spunta anche una pista turca. Verità o fake news?

di Samir Zakaria | La fonte è autorevole, ma non ci sono ancora riscontri obiettivi o prove chiare di un di coinvolgimento a livello internazionale. Tra le tante ipotesi complottiste, fake news e qualche depistaggio, questo nuovo scenario si aggiunge alle tesi già esistenti sull’omicidio di Giulio Regeni.

Lo rende noto il quotidiano egiziano Al Dostor con un articolo pubblicato domenica 18 febbraio citando l’agenzia di stampa siriano/curda ANHA che riporta addirittura fonti accademiche dell’Università australiana di Macquarie, con legami diretti tra un tutor di Giulio Regeni e lo stesso ateneo, come specificato in questo documento.

Si tratta – secondo quanto riportato dall’agenzia ANHA – di un rapporto stilato da Zeidan al Qinài, portavoce del Centro Studi per la Giustizia e Sviluppo per il Medio Oriente e Nord Africa, con sede a Sidney

Omicidio Regeni, spunta la pista turca | Samir Zakaria

Al Qinài sostiene la tesi di un coinvolgimento diretto dei fratelli musulmani appartenenti all’intelligence turca, con lo scopo di evitare qualsiasi accordo energetico (gas) tra l’Italia e l’Egitto nell’area ad est del Mediterraneo, con un gasdotto che arriva al vecchio continente passando per l’Italia. Un modus operandi – sostiene il rapporto – tipico dei servizi segreti di Erdogan, per non compromettere il progetto Russo-Turco di approvvigionamento europeo di gas tramite il mar Caspio.

Il portavoce è andato oltre, ipotizzando anche un coinvolgimento diretto della Turchia nell’attentato al volo 9268 della compagnia low cost russa Metrojet, precipitato nel deserto del Sinai il 31 ottobre del 2015 con a bordo 217 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio, con lo scopo di minare i già delicati equilibri tra l’Egitto e la Russia, e l’intento finale di creare un’alleanza economica e politica tra Russia e Turchia, che è già un dato di fatto da qualche tempo, e lo si vede nella guerra in Siria.

Il rapporto di Al Qinài ipotizza anche la presenza di forze turche sul territorio libico con il preciso compito di monitorano la situazione diplomatica apparentemente stabile fra Italia e Libia. Una situazione a dir poco dannosa per la Ankara, che vuole tenere l’Unione Europea sotto scacco con un esodo massiccio verso le coste di Lampedusa e non solo.

Infine, lo studio dell’Università australiana – tutto da verificare – parla anche di futuri scenari di guerra tra l’Egitto e la Turchia, con ipotesi di interventi militari in quella parte del mediterraneo per bloccare il flusso di gas egiziano verso l’Europa.

In attesa delle prove del Centro Studi australiano sul coinvolgimento dei fratelli musulmani turchi, restano ancora molti punti interrogativi sul video mal tradotto in Italiano e girato all’insaputa di Giulio pochi giorni prima della sua scomparsa, che potrebbero rivelare non pochi retroscena sul reale movente dell’omicidio.

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