Press "Enter" to skip to content

Quanti migranti sono in arrivo e quanti sbarchi sono previsti? La risposta arriva dalla Libia

Perchè il premier libico parla di nuovo ufficialmente di un esodo biblico di un milione di migranti in arrivo sulle coste europee nel 2019? cosa c’entra con la nascita del nuovo governo giallorosso? Per sapere cosa nasconde questo dato allarmante bisogna analizzare alcuni fatti.

Articolo di Samir Zakaria | Il numero approssimativo viene comunicato dal premier libico Fayez Al Sarraj a fine gennaio di quest’anno, e lo conferma anche oggi. Si tratta di “un esercito di centinaia di migliaia di persone pronte a partire dalle coste libiche” . Un numero molto alto che ha stupito gli osservatori. Lo stesso Al Sarraj ha poi aggiunto che “solo 20 mila migranti irregolari si trovano all’interno dei centri d’accoglienza gestiti dal governo di Tripoli“.

Cosa nasconde questo dato rilasciato dall’unico vero interlocutore della Libia post-Gheddafi e riconosciuto dalla comunità internazionale? Ricordiamo che il premier Al Sarraj è molto vicino al governo di Roma, mentre il suo rivale in campo, il generale Khalifa Haftar, che guida l’esercito libico appoggiato dall’Egitto, dagli Emirati Arabi Uniti e dall’Arabia Saudita, è invece l’uomo giusto al posto giusto per i francesi.

La guerra diplomatica tra Italia e Francia passa dalla Libia

Dunque la guerra diplomatica tra Italia e Francia, tutt’altro che risolta con il solo rientro in Italia dell’Ambasciatore francese, si gioca anche e sopratutto in Libia. Il nord-ovest del Paese è nelle mani di Al Sarraj, il nord-est e quasi tutto il centro-sud è nelle mani di Haftar, oltre a una miriade di milizie che si alleano con i due potenti in campo seguendo un’agenda complessa fatta di interessi economici e strategici, clan e famiglie di appartenenza e, non per ultimo, la questione religiosa, che comprende anche i combattenti dell’ISIS presenti a macchia di leopardo.

In totale, secondo al Sarraj, ci sarebbero 800 mila potenziali migranti pronti a sbarcare in Europa. Per capire il retroscena della dichiarazione è importante analizzare le seguenti motivazioni ritenute attendibili, secondo molti analisti mediorientali;

1- Motivo puramente economico. Il governo libico guidato da Al Sarraj ha bisogno di soldi e mezzi per fronteggiare l’emergenza che parte dal sud del paese, dove intere zone desertiche sono nelle mani di bande criminali e mercenari del Ciad, da un lato, e fondamentalisti dell’ISIS dall’altro.

Dall’altra parte, invece, l’uomo forte della Cirenaica, il generale Haftar, riesce nella maggior parte dei casi a dimostrare alla popolazione libica (e anche all’occidente) la propria forza ed esperienza nel campo militare, registrando diversi successi. Lo dimostra l’ultima campagna militare avviata nella regione sud-occidentale di Fezzan, con l’appoggio tattico della Francia.

I successi del generale Haftar (e la relativa strategia politica francese) fanno sì che il premier rivale Al Sarraj (appoggiato da una non-strategia politica italiana) viene considerato da molti politici occidentali come uomo di grandi doti diplomatiche, ma senza un vero potere in patria. Niente potere vuole dire niente soldi per l’acquisto di mezzi per fronteggiare l’emergenza.

Foto pubblicata sul sito di elkhabar.com

2- Una pura stima che non si basa su dati reali. In effetti Al Sarraj non ha una visione d’insieme di tutto il territorio libico, quindi il passaggio delle carovane di migranti provenienti da tutti i paesi limitrofi verso il territorio controllato dal premier, quindi in linea di massima Tripoli e dintorni, non rispecchia il dato globale sulle presenze di migranti in Libia.

Visto che in Italia non si riesce a fornire un dato preciso sul numero di migranti presenti sul territorio, compresi quelli chiamati in arabo haraga, ovvero senza documenti, che fanno la spola dal nord Africa verso le coste europee su piccole imbarcazioni come dimostrato nell’ultima breve inchiesta. Lo stesso vale per il governo libico in carica. Sembrerebbe impossibile dare una stima precisa su centinaia di migliaia di persone in continuo movimento.

3- Nel dubbio, meglio mettere le mani in avanti. Una strategia che potrebbe usare Al Sarraj se il sospetto è fondato, cioè che in Libia in effetti circolano quasi un milione di migranti irregolari, ma non si capisce dove vanno e da dove vengono e cosa fanno lì. Una specie di terra di nessuno dove è quasi impossibile controllare le zone fuori dai grandi centri urbani.

Map of power in Libya – The Guardian

4- Dimostrare alla comunità internazionale che il proprio rivale, il generale Haftar, ha peggiorato la situazione in Libia con il suo ultimo intervento militare a Fezzan, appoggiato anche dai francesi. In altre parole, la guerra del generale Haftar contro le bande criminali avrebbe generato – secondo i dati di Al Sarraj – più profughi di prima.

Resta il fatto che in Italia pochi hanno dato importanza a questo numero così alto di possibili arrivi sul nostro territorio nel 2019. Siamo ancora all’inizio dell’anno e molti analisti internazionali parlano di una possibile caduta dell’attuale governo gialloverde subito dopo le elezioni europee, aprendo le porte a elezioni anticipate.

La domanda che si potrebbe fare in questo caso è; in attesa delle elezioni anticipate, i porti resterebbero – per così dire – chiusi?


Pensi che gli 800 mila migranti riusciranno a sbarcare sulle nostre coste entro fine anno?

Annunci