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La guida del mondo per mano americana

I media tradizionali negli Stati Uniti e alcuni paesi alleati hanno incoraggiato l’ingresso dell’esercito
americano in Afghanistan, e questi media annunciano la morte di quelle affermazioni e ritirano
quell’incoraggiamento che venti anni fa aveva spinto l’America a inventare la guerra dell’Afghanistan
per combattere i Talebani nella loro terra e non sul territorio degli Stati Uniti d’America.


Tutto il mondo si chiede com’è possibile che gli Stati Uniti perdano e lascino l’Afghanistan alle milizie
locali come i Talebani? In realtà gli Stati Uniti non desideravano la vittoria in quel paese, né con la
pace né con la guerra: come prima considerazione bisogna immaginare che l’obiettivo dell’esercito
americano non è vincere conflitti così piccoli, ma il vero traguardo si divide in due propositi, il primo
è creare una zona di instabilità permanente in alcune regioni del mondo e il seconda trovare e
impadronirsi temporaneamente di una terra sabbiosa su cui l’esercito americano possa addestrarsi
lontano dagli occhi inconsueti.


L’esercito degli Stati Uniti non ha cercato di registrare una vittoria dal 1945 perché il vero scopo ora,
dopo il ritiro, è creare instabilità nella regione ai confini del Pakistan, India, Cina e Russia, gli stessi
paesi da cui gli Stati Uniti d’America hanno estratto le chiavi della propria strategia d’espansione in
Afghanistan, che giace tra questi paesi confinanti.


La storia insegna che gli Stati Uniti hanno una lunga e nota tradizione di continui interventi militari
ovunque nel mondo, ogni volta con interpretazione diversa, e questa storia risale al momento della
sua fondazione e ora con l’esperienza di 20 anni di guerra per procura e di addestramento per i suoi
soldati in Afghanistan l’America riesce a mantenere il suo esercito sempre pronto e pieno di un gran
numero di comandanti veterani di alto rango.


I leader degli Stati Uniti si sono resi conto, sin dall’inizio, che occupare un paese e sconfiggere una
forza di resistenza locale risulta meglio di ogni addestramento militare, visto che loro come forza
occupante straniera rimangono sempre distinti etnicamente, culturalmente e religiosamente, quindi
rimangono sempre senza il sostegno della popolazione locale. L’America e rimasta in Afghanistan
come una forza imperialista e questo stesso soprannome dona un potere che avvantaggia gli Stati
Uniti nell’affilare le spade e nel mostrare i propri muscoli, cosa che va ben oltre i benefici
dell’addestramento militare.


Comprendere questi fatti porta necessariamente a capire il motivo per cui i Talebani hanno ripreso il
controllo, e questo ci porta anche a sapere che la cultura degli Stati Uniti non è universale. Non tutti
amano l’America, non tutti sono d’accordo con l’America, e non tutti vogliono essere forzati ad
amare l’America. Gli stati Uniti sono è l’unico paese al mondo dove non potranno mai avverarsi colpi
di stato proprio perché a Washington non c’è un ambasciata americana.

Ma ora dopo che i Talebani sono tornati al potere, molti rifiutano questa cultura e sono pochissimi
quelli che la comprendono. Si presume che l’America continuerà a intervenire militarmente perché
l’intervento è il suo miglior talento in assoluto, e non ci vorrà molto prima che l’America individua e
scopra un nuovo paese canaglia desideroso di rubare la libertà americana nonostante la distanza
dalle terre degli Stati Uniti più di 10.000 chilometri.


L’America è un impero e farà di tutto per preservare questo titolo. Non vuole che prevalga la pace,
non vuole la guerra per vincere, e non si interessa ad una pace per il semplice godimento della
vittoria. Quello che importa è che l’America ha lasciato l’Afghanistan perché il motivo per restare in
quel paese non esiste più.

Ahmad BAKIE | scrittore siriano che vive in Italia

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