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Unità nazionale in Italia, disunità e distruzione in Siria

Alla fine della settimana scorsa Mario Draghi ha annunciato la formazione del nuovo governo italiano dopo la recente crisi che ha colpito il governo di Giuseppe Conte II. La missione del nuovo governo è stata fissata fin dall’inizio con due obiettivi: rilanciare l’economia italiana e affrontare nel migliore dei modi la dilagante epidemia di Corona virus.

La scelta di Mario Draghi, ex governatore della Banca Centrale Europea, che con la sua lunga esperienza ha saputo tirare fuori l’Euro da una tempesta incombente, arriva al momento giusto, com’è riuscito lui, con la sua saggezza e importante posizione nel mondo della finanza e degli affari, per formare un governo misto di unità nazionale sostenuto da diversi partiti politici e da tecnici nel campo economico, scientifico e sociale.

Draghi ha persino creato un nuovo Ministero per la Transizione Ambientale e lo ha affidato al Direttore del Gruppo Leonardo-Finmeccanica specializzato nello sviluppo delle capacità tecnologiche italiane, tra cui la fabbricazione di armi e aerei militari quali velivoli da trasporto di truppe e equipaggiamenti militari C-27J “Spartan” .

La missione di questo nuovo ministero, come afferma il neo ministro Roberto Cingolani, è quella di concentrarsi sulle sfide economiche affrontando il cambiamento climatico, migliorando l’efficienza energetica, puntando sul miglioramento della qualità dell’aria, rinforzando lo sviluppo sostenibile e la cooperazione ambientale internazionale.

Saranno stanziati circa 69 miliardi di Euro per gestire questi obiettivi del valore totale degli aiuti dell’UE, che raggiungeranno i 210 miliardi di Euro, ovvero quasi un terzo, nell’ambito di un piano nazionale per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni in Italia e in Europa in generale, trasformando il sistema produttivo in un modello più sostenibile, che renda la produzione di energia, la produzione industriale e, in generale, lo stile di vita delle persone meno dannoso per l’ambiente.

Ho seguito questo evento dall’inizio del mese di Febbraio quando il nuovo premier aveva trascorso alcune settimane in contatti e consultazioni con partiti politici e rappresentanti della società civile di sindacati e associazioni che si occupano di tutte le vicende del paese, e confronto amaramente ciò che sta accadendo nel nostro paese d’origine (La Siria) e quanto sta accadendo qui in Italia, dove non appena hanno avvertito un pericolo, si sono riuniti tutti insieme per affrontare la crisi e con grande responsabilità hanno abbandonato le loro sfide e lotte politiche, soprattutto tra la sinistra europeista e l’estrema destra populista che si oppone a questa tendenza.

Stiamo vivendo da dieci anni una crisi umanitaria senza precedenti che ha portato il paese nella peggiore situazione che si possa immaginare, come risultato di una politica insensata che ha reso la Siria, o ciò che ne resta, una preda di cui tutti stanno correndo da tutte le parti, senza vedere in vista nemmeno un accenno o un’intenzione implicita di cercare una soluzione e salvare le vite dei siriani, sia a casa sia nei campi disseminati lungo il confine siriano-turco, dalla carestia e dalle malattie, e tutto ciò che segue in termini di crolli sociali ed economici che sono diventati inevitabili di fronte a un gruppo di avventurieri che sono interessati solo a monopolizzare manipolare posizioni anche se il costoso rischio sarà quello di consegnare l’intero paese agli occupanti di tutte le classi.

Ahmad BAKIE | scrittore siriano che vive in Italia

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